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Intervento del Presidente Mauriello - Charter Night 4 luglio

LIONS   CLUB   PESCARA   HOST

Charter  Night  del  4  luglio  2014

Intervento del  Presidente  Luciano   Mauriello


Caro Prefetto, caro Governatore, gentili Ospiti, care Amiche e Amici Lions, carissimi Leo,

termina questa sera il mio incarico presidenziale alla guida del Pescara Host, un Club che avverte pienamente l’orgoglio di esser stato protagonista di una lunga storia,  un Club cui non sfugge tuttavia la consapevolezza di una visione moderna del lionismo, nella quale lo stretto, tradizionale legame con la grande Associazione internazionale di servizio di cui esso è parte trova nella più ristretta dimensione nazionale e locale, sul terreno dei bisogni diffusi non meno che sui temi del pubblico dibattito, impulso e forza per la sua crescente, attiva presenza nella società civile.

Un Club costituito da uomini e donne motivati nella professione dei valori di amicizia e solidarietà che costituiscono le linee ispiratrici della  missione assunta.

Un Club  che non rifugge dall’idea di affrontare le sfide, le  sfide  anche  difficili, addirittura  sul  piano internazionale, quindi sul terreno del confronto con sodalizi confratelli  che   hanno   sede   in città  cariche di storia e di fascino,  com’è avvenuto allorché è stata ufficialmente accolta la sua candidatura come Club organizzatore della XVIII Conferenza dei Lions del Mediterraneo-Pescara 2015.

E questo abbiamo voluto non per fatuo protagonismo, semmai perché convinti che, attraverso la candidatura del nostro Club, della nostra Città, saremmo riusciti ad imporre all’attenzione dei futuri, numerosi ospiti provenienti da tanti Paesi la realtà viva e dinamica di un’intera Regione – perché  no? – di  un Distretto Lion, il nostro Distretto 108A, fra i più attivi nell’intero panorama nazionale. In definitiva, l’immagine positiva del nostro Paese, l’Italia, che nell’attuale difficile momento storico ha soprattutto la necessità di ritrovare l’orgoglio del suo ruolo, della sua ineguagliabile presenza nel mondo.

Questo abbiamo anche voluto perché sapevamo e sappiamo che avremmo potuto comunque contare sul sostegno generoso di tanti amici, vicini e geograficamente più lontani, sostegno che da subito vogliamo formi oggetto della nostra grata considerazione.

Consentitemi a questo punto che io spenda qualche parola, qualche parola di particolare, sincero ringraziamento verso una persona che non soltanto con la sua presenza fra noi, questa sera, dà senso e particolare importanza alla nostra cerimonia, ma cui dobbiamo essere riconoscenti perché, nella sua qualità di Governatore, ha manifestato straordinaria sensibilità nell’erogazione di un sostanzioso finanziamento, da utilizzare per l’organizzazione della Conferenza predetta, sopperendo in tal modo alla disattenta considerazione manifestata da coloro che a livello centrale avrebbero dovuto farsene carico.

A lui, a Raffaele Di Vito, abbiamo pensato fosse giusto dedicare una targa-ricordo che avrò il piacere di consegnargli fra poco.

Quando il presidente di un Club si accinge a passare le consegne è giusto che tracci un bilancio del suo anno sociale.

Lo farò in forma sintetica per non abusare della Vostra presenza, cari Amici, rinviando per i dettagli agli allegati che lascerò agli atti.

L’esercizio   finanziario   –   che,  come  ben sapete, si chiude quando il mandato presidenziale è già scaduto – farà registrare un presumibile avanzo di importo non inferiore ai 10.000 (diecimila) euro, destinato interamente al finanziamento del programma organizzativo dell’importante Assise internazionale del 2015. A tanto deve aggiungersi l’importo delle recuperate quote associative riferibili agli esercizi precedenti per una somma complessiva non molto lontana dall’entità dell’avanzo di quest’anno.

Tutti i service da me indicati nel programma dell’anno sociale sono stati attuati.

Dall’intervento finanziario a favore della “missione” di Wolisso in Etiopia, sponsorizzato direttamente dal nostro Governatore, all’adesione piena al progetto della LCIF in occasione della tragica calamità che nell’autunno del 2013 ha colpito le Filippine, dallo stanziamento di un ulteriore contributo di 1.500 euro, destinato alla realizzazione del “centro di accoglienza” di Pesaro, alla concessione di un congruo sostegno finanziario al Club confratello di Senigallia, per l’attuazione di interventi di pubblica utilità, all’indomani dell’alluvione del 3 maggio.

Per gli interventi finanziari dispiegati in ambito     locale  ricordo  la  devoluzione  dei  proventi  della   lotteria natalizia   ( 1.300 euro )   a  favore  della  “mensa  dei poveri” della parrocchia di Sant’Antonio e l’acquisto di un defibrillatore ( 1.500 euro circa ), destinato a completare  l’equipaggiamento di una delle ambulanze della Misericordia di Pescara.

Dissi ad ottobre, nell’enunciare le linee programmatiche dell’anno sociale appena iniziato, che particolare attenzione io auspicavo fosse rivolta al mondo della Scuola. Così è stato, grazie anche all’aiuto che mi è stato sempre assicurato dal Consiglio direttivo, in particolare dall’amico Nino Grimaldi, nonché da soci che non ne hanno fatto parte, come Alberto Siena, ma che si sono prodigati per la buona riuscita di service importanti e di sicuro impatto sotto il profilo socio-educativo.

Siamo stati quindi presenti ed attivi in occasione dello svolgimento del concorso che va sotto il nome beneaugurante di “Poster per la pace”.

Ancor più lo siamo stati allorché, grazie ai buoni uffici di Alberto, un grande medico, un grande lion, un grande  nostro    amico,    Angelo   Cioci,     che    intendo   ringraziare    dal profondo del cuore, oltre a farsi carico di un ulteriore ciclo di lezioni destinato ad insegnanti di ogni ordine e grado sulle  tecniche d’individuazione e cura dei disturbi  dell’apprendimento,  si  è  fatto promotore e coordinatore di un ciclo di conversazioni incentrate sulle finalità del “Progetto Cambridge”, quale progetto educativo mutuato da esperienze straniere per gli studenti del Liceo classico “G. D’Annunzio”, predestinati all’esercizio delle libere professioni.

E poi ancora il “Progetto Martina”, attuato quest’anno nell’ambito di due scuole ad indirizzo tecnico, grazie al sostegno assicuratoci dall’officer Oriana Trubiani e alla fattiva collaborazione intercorsa con il presidente del confratello Club Ennio Flaiano. Senza trascurare l’adesione data a livello d’interclub (di zona) al noto service Lions Quest , di cui l’amica Anna Blaga non trascura mai di sottolineare l’importanza.

Qualche parola in più vorrei però spendere per il Premio intitolato alla memoria di Guido Alberto Scoponi, per tanti decenni colonna portante del nostro Club.

Il premio, destinato agli alunni dell’Istituto tecnico commerciale “T. Acerbo”, scuola in cui insegnò Guido Alberto,  ha  consentito  ai   partecipanti  di misurarsi quest’anno su temi di grande attualità, quali la crisi della democrazia rappresentativa e la tutela del diritto alla privacy, facendo conoscere ancor più la vocazione sociale di una grande e libera Associazione, qual è oggi la nostra, in Italia e nel mondo.

Grazie all’impegno diretto dei nostri Enrico Bruno e Pino Pace un buon risultato ha fatto registrare, anche quest’anno, la “raccolta degli occhiali usati”, destinati a persone bisognose, prevalentemente dei Paesi meno sviluppati; 310 pezzi sono stati inoltrati proprio alcuni giorni fa.

Provo tuttavia un profondo rammarico, derivante dal fatto che non è stato possibile, come invece era avvenuto negli anni trascorsi, ripetere la campagna di sensibilizzazione all’educazione stradale in ambito scolastico. Si è fatta sentire la mancanza di Giorgio Lancasteri che vi si era dedicato in passato e la cui figura vogliamo ricordare con la consegna di una targa ai suoi familiari, presenti fra noi questa sera.

Un Club come il nostro, che largo spazio ha tradizionalmente dedicato all’approfondimento e al dibattito di temi più propriamente culturali, non poteva trascurare di farlo negli ultimi nove mesi.        Lo abbiamo fatto nel corso di otto conviviali, registrando – io credo – elevati indici di gradimento fra i soci, così come non abbiamo omesso di discutere   fra noi,   in   altri  incontri, quelli che ci erano stati proposti come temi di studio sia a livello nazionale che distrettuale.

Infine, facendo ricorso al  modulo  operativo  del  meeting interclub, ci siamo misurati, in un caso, con l’illustrazione di problematiche connesse alla chirurgia oculistica (relatore il prof. Leonardo Mastropasqua), nell’altro, con l’esposizione dei contenuti innovativi di cui arricchire la Conferenza internazionale di cui ho detto all’inizio (relatore il prof. Ermanno Bocchini).

I tradizionali viaggi organizzati dal nostro Club in autunno e in primavera, da sempre occasione unica per cementare i nostri vincoli di amicizia, ci hanno portato, dapprima, a scoprire le meraviglie della Roma imperiale, con la visita della grande mostra dedicata a Cesare Ottaviano Augusto e di Villa Adriana in quel di Tivoli, successivamente il fascino meno conosciuto ma anch’esso coinvolgente di importanti siti turistici e culturali fra Basilicata e Puglia.

Il tempo corre veloce ed è giusto che io concluda il mio dire, anzitutto con i ringraziamenti di rito.

Rivolgo il mio grato pensiero a Voi tutti, soci ed amici del Pescara Host,  per la fiducia accordatami e la benevolenza manifestata in tante occasioni, soprattutto allorché qualche disguido ci ha impedito di correre più spediti.

E poi, ai componenti del Consiglio direttivo, ove, com’è naturale, sono destinate ad incontrarsi sensibilità diverse, ma dal quale ho sempre ricevuto un sostegno forte ed unanime, in spirito di lealtà ed amicizia.

E, infine, anche a mia moglie che, dopo avermi seguito per tanti anni nella mia antica professione, ha partecipato poco a questa esperienza associativa ma non ha mancato di essere presente nei momenti più importanti.

Nel concludere il mio mandato presidenziale, certamente un’esperienza modesta rispetto ad altre che la vita riserva a tante persone, mi sono venute alla mente le parole pronunciate da Paolo nella sua lettera a Timoteo, richiamata nelle pagine del Vangelo della scorsa settimana: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.”.

Non suoni blasfemo il confronto ma io credo che anche un presidente di club come il  nostro  è   giusto  che,   deposto il martelletto, aspiri soltanto ad essere ricordato per quel poco di bene che è riuscito a fare. Soprattutto, dall’esperienza vissuta tragga motivo per vedere rafforzata la fede negli ideali in cui si è riconosciuto.

Grazie Amici!