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Intervento del Presidente - inizio anno sociale 2013-2014

INTERVENTO     DI     LUCIANO      MAURIELLO PRESIDENTE  DEL  LIONS  CLUB  PESCARA  HOST IN  OCCASIONE  DELLA  CERIMONIA  D’INIZIO DELL’ANNO  SOCIALE  2013-2014

4 OTTOBRE 2013

Caro Governatore, care Amiche e Amici Lions, carissimi Leo,

inizia questa sera per il nostro Club la sessantunesima tappa di un lungo cammino, un percorso che affonda le sue radici negli anni non facili ma segnati da speranze ben riposte nella possibilità di rinascita dell’intero nostro Paese, dopo i lutti e le devastazioni della guerra, anni che anche per la città di Pescara furono caratterizzati  non solo dal fervore delle opere nella trincea del lavoro, ma anche da un forte e diffuso senso d’identità comunitaria.

Com’è noto, fu proprio in quei primi anni cinquanta del secolo scorso che avanti ad un gruppo di cittadini della nostra Città, legati da un saldo vincolo di amicizia e già distintisi per i successi conseguiti nelle diverse professioni da loro praticate, si aprì un percorso nuovo di vita, che aveva anche il senso della sfida, cioè  a  dire,  come  fare leva su quel vincolo di  amicizia e di reciproca stima per dare concretezza ai professati valori della solidarietà umana,  dell’impegno civile fortemente vissuto, della partecipazione attiva ai processi di crescita della propria comunità.

Da sempre i valori dei Lions, mirabilmente professati da quei soci fondatori del Lions Club Pescara Host, trasmessici come un prezioso patrimonio e che dovremmo sforzarci tutti di servire al meglio delle nostre possibilità, come tanti altri prima di noi hanno saputo fare.

D’altronde, se è vero che l’impegno lionistico, ove voglia risultare coerente con i princìpi solennemente enunciati, deve esprimersi in ogni circostanza, all’insegna della tenacia operativa, inversamente proporzionale alla complessità dell’obiettivo da raggiungere, della fiducia prudente e generosa ad un tempo, della speranza motivata, eppure non avara di ambiziose aperture, sono proprio i difficili tempi che stiamo ora vivendo a dover spingerci a  fare  quello  che, in un contesto storico non molto diverso, i nostri predecessori riuscirono a fare.

Sì, perché negli anni della più grave crisi economica che il mondo abbia vissuto da cent’anni a questa parte, i Lions italiani devono  non   soltanto   dare  prova della loro generosa apertura ai bisogni e alle pressanti richieste di aiuto umanitario che si levano dalle regioni del pianeta ove più acuta è la sofferenza di tanti uomini, di tante donne, purtroppo di tanti bambini – e all’indomani dell’immane tragedia consumatasi nel mare di Lampedusa Dio sa quanto acuti siano quei bisogni – ma chiamati sono anche a lenire, per quanto possibile, il dolore, quel dolore che sovente è nascosto perché intriso di ammirevole dignità, che si annida nelle nostre stesse realtà cittadine, - come negarlo? – anche nella nostra Pescara, a rinverdire, infine, la vocazione antica ad essere autentica élite, per contribuire, con l’esempio e col contributo del loro pensiero, ad indicare le vie della rinascita, sì della nostra rinascita civile e morale, proprio come sessant’anni fa.

E tutto questo dobbiamo essere capaci di fare con umiltà, certamente, ad un tempo con il coraggio che  è  necessario avere per affrontare le grandi sfide, rifuggendo dalle tentazioni del velleitarismo o, peggio ancora, del fatuo protagonismo, ma anche senza lasciarci intimidire dalle difficoltà dell’intrapresa.

Partendo da tali premesse, nell’assumere la responsabilità della presidenza di questo glorioso Club, ho tracciato le linee operative per l’anno sociale appena iniziato, il programma dei sérvice e delle attività sociali che a Voi tutti, cari Amici ed Amiche,  propongo di collaborare ad attuare, confidando fin d’ora nel Vostro aiuto e, soprattutto, nella Vostra benevolenza per i possibili errori che forse non riuscirò ad evitare.

Nell’individuazione dei primi importanza prioritaria ho dato dato al grande sérvice internazionale riconducibile al “Programma LCIF” per l’eradicazione del morbillo dal mondo e il concorso nell’attuazione degli interventi di soccorso in caso di pubblica calamità.  Con ciò confermando una  linea operativa che anche nell’anno trascorso ha visto i Lions del Pescara Host distinguersi in Italia per il livello del sostegno finanziario assicurato.

E subito dopo, ma non secondo in ordine d’importanza, il contributo,   che   è    finanziario   e   nel    contempo di convinta partecipazione sotto il profilo etico, sapendo quale attenzione gli riservi l’attuale Governatore, così come il suo predecessore, acché abbia completa attuazione il “Progetto pro Wolisso”.

E se me lo consenti, carissimo Lello, forse più felice di tutti noi è l’amico Peppino Ricci, grande lion del nostro Club, che tanti anni della sua vita ha dedicato agli uomini, alle donne, ai bambini dell’Africa più povera.

Per restare in ambito distrettuale, non resteremo sordi, infine, all’appello perché possano essere portati a termini i lavori di costruzione della Casa di accoglienza di Pesaro, pur dovendo qui ricordare che anche a Pescara, anni fa, con la “Fattoria del sorriso”,  e  l’anno  scorso,  sotto   la  presidenza  di Pino Pace provvedendo all’arredamento dell’ala femminile della neo- costituita Casa di accoglienza gestita dalla Caritas, abbiamo fatto sentire forte il segno della nostra presenza e della nostra sensibilità ai problemi dei più bisognosi.

Verso il mondo della scuola, dove si formano le coscienze dei cittadini di domani, è proiettata tutta la nostra attenzione, con la promozione di sérvice di assoluto rilievo, da quelli più conosciuti ed aventi una dimensione di applicazione più ampia, dal “Poster la Pace” al “Progetto Martina”, dal “Corso di educazione stradale per gli studenti” al “Lions quest”, ad altri ideati e realizzati in ambito locale, come il “Progetto scuole e spiagge sicure” e i “Corsi di formazione per docenti finalizzati al sostegno delle famiglie di alunni che presentano problemi di comportamento e di apprendimento in età prescolare e scolare”.

E fra questi ultimi, vale a dire le iniziative da attuare nel mondo della scuola, l’istituito “Premio Guido Alberto Scoponi”, che quest’anno celebrerà la sua seconda edizione. E poi ancora, recentissimo, il “Progetto Cambridge”, destinato agli studenti liceali, sui segreti e l’arte della comunicazione, su impulso del  lion Angelo Cioci.

Infine, nella scia dell’antica sensibilità da sempre manifestata dai Lions ai problemi dei non vedenti, ampia e convinta sarà la nostra partecipazione all’attuazione dei progetti elaborati dal prof. Leonardo Mastropasqua in materia di prevenzione e cura dei disturbi della vista.

Per altri sérvice, come, ad esempio, quello in materia di “Microcredito”, ci siamo riservata una più attenta riflessione, comportando essi oneri di spesa che andremo a valutare in sede di approvazione del bilancio del corrente esercizio, né dimenticando che  una qualche forma di positiva nostra collaborazione è già in atto con la Caritas Diocesana.

Se questa è la programmazione dei nostri sérvice più significativi, non posso non sottolineare che gli sforzi del Lions Club Pescara Host, nell’anno sociale appena iniziato, saranno tutti protesi all’organizzazione di un grande evento che rappresenterà per l’amata città di Pescara non soltanto un’occasione straordinaria per consolidare la sua immagine a livello internazionale,  ma  offrirà  anche ai Lions d’Abruzzo, dell’intero Distretto 108/A, oserei dire, dell’Italia tutt’una lo spunto per far conoscere ai Paesi dell’intero bacino del Mediterraneo che cosa essi sanno fare, nel terzo millennio, per affermarsi  veramente  come  élite del  pensiero   e   dell’azione, al servizio della comunità civile e, soprattutto, di coloro che ne rappresentano le classi meno fortunate.

A tal riguardo, un caldo appello vorrei rivolgere al Governatore in carica, nostro grande amico, perché in sede di Consiglio dei Governatori del Distretto 108/A si faccia autorevole portavoce e procuratore delle nostre istanze, fuor di metafora, perché sia assicurato al Club organizzatore dell’evento quel sostegno finanziario che ad altri non è mancato in analoghe circostanze.

In sede di pianificazione delle attività sociali e, in particolare, di quelle da svolgere in occasione delle serate convivial non ho mancato infine di riservare per lo meno pari attenzione ai temi di profilo più squisitamente culturale ed ai problemi più direttamente istituzionali o che attengono, com’è giusto,    alla dibattuta questione del come fare lionismo o essere lions, a quasi cent’anni dalla fondazione della nostra grande Associazione.

Care Amiche, cari Amici, fare lionismo non è semplice, né tuttavia tanto gravoso da scoraggiare chi volesse farlo, soprattutto con autentico spirito di servizio.

Può costituire veramente una delle occasioni migliori per vivere tutt’intera la propria umanità solo che si resti sempre se stessi. Nel coltivare il sentimento dell’amicizia, ci si ricordi sempre che essa può e deve rappresentare un’occasione preziosa per aiutare chi ha più bisogno, direi, un volano per moltiplicare gli sforzi che isolatamente saremmo indotti a compiere, certamente con minore efficacia. Soprattutto, ponendo al primo posto, sempre e comunque, l’interesse generale e l’amore per la Patria.

Sono certo che i Lions presenti questa sera, ed anche coloro che non lo sono, ma nutrono un uguale sentimento, sapranno essere operosi, coerenti con i princìpi che sono alla base della nobile causa che si sono impegnati a servire, cittadini esemplari di quella nuova Italia che, riconciliata con se stessa, riuscirà a rioccupare in Europa e nel mondo il posto che le compete.