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Meeting del 20 gennaio 2012: “Il caso Ippolito”

Bene, andiamo, questa volta ci siamo: ieri pomeriggio il Presidente ha riparlato con il Pasquale Squitieri che ha confermato che “la salute va benissimo e verrò con la corriera delle due”;  per cui nessun problema, tutto  a posto, il meeting sul caso Ippolito si fa!

Ed eccoci quindi tutti quanti “ripresenti” e numerosi. Ma non si può dire che questo rinvio sia stato invano: chi nel frattempo si era documentato sulla vita di Ippolito, chi ragionava su analogie con l’attualità, chi affinava le domande per renderle più pregnanti, e chi semplicemente chiedeva conferma della presenza della Cardinale, sfogliando con nostalgia vecchie riviste di cinquant’anni fa!

 

Intanto il tempo passava, mentre noi parlavamo tra noi, e ragionavamo ed affinavamo; ma Squitieri non arrivava: chissà forse è in camera che combatte col nodo della cravatta, o ha scordato un importante appunto ed è in attesa che lo mandino via fax.

Ed intanto aspettavamo.

Ma su, su andiamo a sederci a tavola, così gli tributeremo un miglior saluto di benvenuto. Si, si bene.

Aspettavamo, trepidanti, ai tavoli. Anche il Presidente era al tavolo oratori. Da solo.

Ma ecco, si comincia, il Presidente si alza e: ”Cari amici, mi duole dirlo, ma anche stavolta Squitieri non c’è!”.

Silenzio. Fu un attimo, poi tutti, in coro all’unisono, quasi a scaricare la tensione di quell’attesa lunga due mesi, “ E che caaaso .... Ippolito!”

“Purtroppo” continua il Presidente “un grave problema di salute, non suo questa volta, ma di un congiunto, lo ha chiamato lontano al suo capezzale, ed ha nuovamente dato forfait!”

Nella lunga storia del club non era mai accaduto, ma forse in fondo in fondo un po’ ce lo aspettavamo, perché un secondo dopo eravamo tutti lì a far scogiuri: chi con corna e bicorna, chi recitava formule, le signore cercavano nelle borsette le chiavi di ferro, altri scodellavano talismani di vario tipo e  c’era chi, preso alla sprovvista, non trovando niente di meglio, si sistemava il cavallo dei pantaloni.

Chi ha dato il meglio è stato Antonino Travia, Napoletano verace: aperta la giacca ha mostrato una completa collezione “pret a porté” di ferri di cavallo di varie dimensioni nuovi ed usati, cornetti in corallo singoli ed in grappolo, gobbi vari di cui uno, preziosissimo, trafugato con destrezza nella bottega di “Maga Circe” a Piedigrotta.

Ma il nostro Presidente ha subito rimediato: ha dapprima passato la parola al nostro Osvaldo Prosperi che ha brillantemente tracciato la biografia di Felice Ippolito dando il giusto risalto alla lungimiranza delle sue iniziative ed al torbido complotto di cui è stato vittima.

Successivamente ancora le risorse umane del nostro club sono venute in soccorso del Presidente: Vincenzo Centorame e Luciano Mauriello ci hanno intrattenuto con acute osservazioni sulla attuale crisi economica, con particolare riguardo alla situazione dell’Italia che sconta colpe sue, per il pesante debito pubblico, ed anche l’ostilità di paesi che pur si dichiarano nostri amici, ma che in vario modo cercano di ridurre, se non sottrarre del tutto, la nostra sovranità.

 

La serata si è così conclusa con un plauso ai nostri oratori, che hanno confermato quella competenza e vivacità di esposizione che già riconoscevamo loro, ed al nostro Presidente, che ha saputo far fronte per la seconda volta consecutiva ad una emergenza.

 

P.S.) Riferiscono voci di corridoio, peraltro non confermate, che al momento dei saluti, a chi gli chiedeva se avrebbe richiamato per la terza volta Pasquale Squitieri per parlare del caso Ippolito, il Presidente, stringendo forte nel pugno un cornetto passatogli da Travia, avrebbe risposto testualmente: “Eh no! che caaaso!!” .... “Ippolito”.